L’attesa del nuovo anno – forse come in pochi altri casi nel recente passato – è stata avvertita, ovunque nel mondo, con speranzosa trepidazione.
Mi piace paragonare questo momento, che segna l’alba di un nuovo anno, alla venuta al mondo di un bambino; evento meraviglioso che contiene in sé il germe della speranza e rappresenta l’inizio di un percorso di vita unico e irripetibile.
E così, ci avviamo a muovere i primi passi nel 2021, motivati a superare presto le tante difficoltà che hanno segnato, fino a ieri, le storie sociali e personali di nazioni e individui.
Limitazioni alla libertà di relazione, di circolazione e viaggio, persino di pratica religiosa; lutti familiari vissuti senza nemmeno la possibilità di un conforto reale delle persone care; chiusura – talvolta irreversibile – di attività imprenditoriali e crisi economica generale (solo per citarne alcune), hanno tracciato un solco profondo nelle coscienze oltre che nel tessuto socio-economico.
Ognuno di questi elementi, però, non può e non deve essere rimosso perché rappresenta un bagaglio da portare dentro – come ogni cosa che nella vita di ciascuno è stata importante – e deve, anzi, divenire il seme da cui far sbocciare un cammino di conversione e maturazione rispetto a tutto quanto possa e debba essere migliorato.
L’auspicio che mi sento di rivolgere, dunque, è quello di percorrere ogni giorno del 2021 con rinnovata fiducia e speranza; con nuova forza e determinazione; con fervido impegno ed entusiasmo.
Parafrasando una frase di Giovanni Paolo II a me cara, nonostante tutto, prendiamo la nostra vita in mano e facciamone un capolavoro.
Auguri di ogni bene a tutti e che la Pace – di cui oggi viene celebrata la giornata mondiale – possa regnare in ciascuno, tra i popoli e le nazioni e, soprattutto, riaffiorare laddove ancora, nel mondo, viene mortificata, soffocata, repressa.
Buon 2021!!!